Di Benedetto (m5s) tre mesi fa: “Continua il massacro dell’istruzione”

Pubblicato il 8 gennaio 2014 · In Evidenza, M5S Camera
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scuola“Circa tre mesi fa, nel corso della discussione finale sul decreto istruzione alla Camera, con un mio intervento in Aula, denunciavo lo scandaloso e vergognoso svolgimento dei lavori.

Denunciavo come l’agenda politica della composita e fantasiosa maggioranza che governa questo paese, fosse in tutto dettata dal Ministero di Economia e Finanza e dalla Ragioneria di Stato.

Sì, perché qualsiasi provvedimento, utile a migliorare la qualità dell’istruzione dei nostri figli e a garantire i diritti alla categoria dei docenti italiani, presentati dal M5S così come da esponenti delle altre forze politiche, venivano licenziati immediatamente perché non rispondenti alla disposizioni che il MEF aveva precedentemente stabilito.

Insomma il Parlamento aveva le mani legate e i soldi per garantire un sistema di istruzione qualitativamente migliore attraverso un’offerta formativa completa e innovativa il Governo non li ha messi a disposizione.

E’ chiaro che questo Governo avesse ben altre priorità.

Nonostante tutto ciò, la notizia che oggi il dicastero di Saccomanni consideri un “atto dovuto” quello di sottrarre ai docenti italiani 150 euro al mese dal loro stipendio genera sconcerto e sconforto. Gli insegnanti che avevano visto finalmente, dopo tre anni, sbloccati gli scatti di anzianità, dovranno, perciò, restituirli con rate mensili “fino a concorrenza del debito”; questo qualora Saccomanni non dovesse sospendere immediatamente la procedura di recupero e riconoscere che, in realtà, non sono affatto i docenti ad essere in debito.

Ancora una volta il Ministero di Economia e Finanza interferisce con il sistema scolastico italiano, colpendo chi, ogni giorno, fa i conti con la disastrosa condizione in cui, dopo decenni di scellerate politiche di beceri tagli, è stata scaraventata la Scuola Italiana.

Il governo Letta non si sta esimendo dal continuare con la vecchia e trasversale tradizione del “massacro dell’istruzione” e alla luce di ciò, suonano ancora più stonati gli slogan del Governo, Letta in testa, seguito da Carrozza e Bray, che preannunciavano “un’inversione di tendenza”, un “cambio di rotta”, un tanto atteso riguardo al mondo della Scuola e della Cultura.

Niente di più falso, NOI lo abbiamo già detto e LORO continuano a dimostrarlo.

Se questo è il tipo di attenzione che intendono dare alla Scuola italiana, sarebbe meglio che la dimenticassero. La scuola non potrebbe che trarne vantaggio.”

Chiara Di Benedetto
Portavoce alla Camera dei Deputati

Il prelievo ai lavoratori della scuola non è stato sventato. Salvi i docenti grazie alla tempestiva denuncia del M5S, rimane la questione del personale ATA (bidelli e personale tecnico che guadagnano appena 1000 euro) costretto ad un altro prelievo sui precedenti incentivi economici. Altre famiglie che precipitano verso la povertà. Tutto ciò mentre il governo, che piange miseria sul comparto scuola, elargisce allegramente ben 430 milioni di euro a scuole e università private. Il M5S ha depositato una PdL per l’abolizione dei finanziamenti alle scuole private (esclusi nidi), perché la scuola pubblica non può più essere la Cenerentola del Paese”.

Luigi Gallo, M5S Camera Commissione Cultura

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