I cittadini hanno un modo per tutelarsi dalla Tares. Il ricorso

Pubblicato il 6 gennaio 2014 · In Evidenza
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taresEsiste un modo per “difendersi” dai bollettini Tares: il ricorso alla Commissione tributaria. E’ la stessa norma che istituisce l’imposta a rimandare ad un decreto del ’97 per il regolamento, stabilendo alcuni paletti che non sono stati rispettati. Non solo, l’art.11 delle preleggi fissa anche il divieto di retroattività per le norme, a maggior ragione per quelle di natura regolamentare.

Il governo ha fatto slittare di mese in mese l’entrata in vigore della nuova tassa fino al 30 ottobre 2013, quando ormai la “frittata” era fatta. Ma c’è un modo per tutelarsi, la “legittima difesa” da quella che è diventata un’arma micidiale nelle mani dello Stato. Basta leggere la legge stessa, cosa che probabilmente molti non hanno fatto, e comprendere che nell’applicarla tardivamente sono sfuggiti diversi dettagli.

Vi è un aspetto che riguarda la tutela di tutti i cittadini, dal momento che è stato adottato un regolamento che in realtà non poteva essere adottato perché la normativa stessa non lo consente. Il decreto legge che istituisce la Tares è il 201 del 2011, con successive integrazioni e che all’art.14, comma 22 stabilisce che il regolamento è da adottarsi ai sensi dell’art.52 del decreto legislativo n°446 del 1997. Il regolamento deve essere adottato dai Consigli comunali per individuare le tariffazioni, le detrazioni etc. Se andiamo a leggere l’art. 52 del dl 446 scopriamo che al comma 2- i regolamenti non hanno effetto prima del 1 gennaio dell’anno successivo!

Insomma, alla luce di quanto stabilito dallo stesso decreto che istituisce la Tares e che per il regolamento rimanda al decreto 446, il regolamento stesso non può avere effetto prima del gennaio dell’anno successivo. Il  legislatore non poteva immaginare in quel lontano 2011 che per vedere entrare in vigore la norma sarebbero dovuti passare altri due anni ed arrivare appunto all’ottobre 2013.

Il regolamento adottato a novembre quindi può avere effetto solo dal gennaio 2014 e non può essere applicato al 2013. E’ inoltre un regolamento che disciplina un tributo con modalità che non posso più essere attuate, come nel caso delle detrazioni che ovviamente non posso dimostrare per il 2013.

Ma c’è di più, perché è la stessa legge che vieta la retroattività dei tributi, quindi gli effetti del regolamento non possono essere retroattivi!

L’art.11 delle pre-leggi sancisce espressamente il divieto della retroattività delle disposizioni normative ed ancor quando è possibile la deroga con leggi successive, il divieto è inderogabile e tassativo, come da giurisprudenza costante, per le norme di natura regolamentare come in questo caso. Le nuove tariffe quindi dipendono da un regolamento che può avere effetto solo per l’anno successivo.

In sostanza, per il 2013, il Comune non può richiedere la nuova tariffa maggiorata ma soltanto quella della Tarsu applicata nel 2012.

L’unico modo per difendersi adesso è il ricorso alla Commissione tributaria da effettuarsi entro 30 giorni dal ricevimento della bolletta. (fonte)

Scarica il file “Ricorso TARES.docx”

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