Lettera aperta al Sindaco di Favara, Rosario Manganella

Pubblicato il 6 aprile 2015 · In Evidenza, Iniziative
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peppone_doncamillo_renziCaro Sindaco,
la Pasqua appena trascorsa è stata una Pasqua complicata per Lei e per i cittadini favaresi. I conti del piano di riequilibrio non tornano e il tempo stringe. Il rischio del default è dietro l’angolo e tutto il sistema sul quale si è retto il nostro comune è destinato a crollare. Non perda altro tempo, magari vivacchiando sino all’ultimo giorno utile per presentare la Sua proposta di riequilibrio.  Ammiriamo il Suo gesto coraggioso nell’apporre la firma ad una ordinanza che, ahinoi, ha solo prolungato l’agonia di decine di precari storicizzati da una politica meschina e clientelare.

Lei e la sua giunta avete già messo le mani avanti: “Le responsabilità non sono nostre ma del governo nazionale, regionale, delle amministrazioni precedenti e dei cittadini incivili“. Lei che è renziano scarica la colpa a Renzi e Crocetta; i nostri pessimi parlamentari scaricano la colpa su di Lei in un gioco a chi resta il cerino in mano per ultimo, davvero patetico.

Per essere chiari: le colpe di Renzi e Crocetta ci sono, e abbondanti. Le colpe dei deputati locali di governo veri e propri turisti in servizio permanente effettivo a Roma, che hanno progressivamente abbandonato e dimenticato le vere priorità del loro territorio, ci sono eccome. Le amministrazioni passate hanno le loro responsabilità, alcune pesanti. Gli indicatori economici parlano chiaro su come il conto della crisi in Italia sia stato pagato dalla Sicilia in misura ben più tragica rispetto al resto del Paese. Da anni lo Stato impone tagli alle periferie che non applica a se stesso e alle sue pachidermiche strutture con altrettanto rigore. Con Renzi, la musica non sembra cambiata. Anzi. E le colpe del renzismo non si esauriscono alle scelte di governo. Ma si proiettano anche sulla “politica politicante”, sulle mosse a volte spregiudicate della sua corrente in Sicilia. Quelle pratiche che hanno avuto il vago sapore del consociativismo, con le contese di principio che si mettono all’improvviso da parte in cambio di posti ovunque. Ed ecco che si ritorna alla solita politica clientelare, che oggi assume la forma della gestione dei centri di accoglienza per immigrati o quella di un posto trimestrale nel gestore del servizio idrico integrato.

Caro Sindaco, il disastro di Favara ha tanti padri. Alcuni sono scomparsi ormai dalla scena: sono quelli che sono venuti prima di lei, costruendo con eccessi e clientele le premesse dello sfascio finanziario, imbarcando un equipaggio sconfinato, elargendo sussidi straordinari e integrazioni salariali travestiti da stipendi, in un delirio clientelare che ha trasformato questa terra nel luogo del “chi c’è pi mia“. I nostri deputati, in vacanza a Roma, non rinunciano a nulla e stanno ancora lì, abbarbicati al loro dorato scranno da 18 mila euro al mese. Gli inquilini dell’Ars, costosa, purulenta, improduttiva, a volte più dannosa che inutile. Un pantano totale, che invischia tutto, incluse le lobby di vario genere che non sono state in grado di indirizzare la politica verso scelte sensate e si sono per lo più accontentate di difendere orticelli di potere e rendita. I Consiglieri Comunali, più volte da noi invitati a rinunciare allo squallore del “gettone di presenza” non come metodo risolutore, ma per dare il buon esempio ai tanti padri di famiglia che soffrono la crisi in modo ormai devastante.

Sì, caro Sindaco, ci rendiamo conto che sul Titanic-Favara ci sono le impronte digitali di tanti. Ma la politica e le Istituzioni devono necessariamente rispondere a un criterio di responsabilità. E oggi il timoniere del Titanic è Lei. È Lei che siede sulla poltrona più alta, che barcolla su questa montagna di rifiuti, fallimenti e miseria. Era suo compito disinnescare questa bomba atomica. Ha avuto quattro anni per provarci. E ha fallito anzi ha arrecato danni su danni che pagheranno i nostri figli!

Guidare il Cambiamento“era lo slogan elettorale del Sindaco. Si è rivelato inadatto a guidare un paese complicato come Favara. Ci abbiamo provato come abbiamo potuto: duemila firme in un solo giorno da Lei dileggiate e mortificate. Lei  che, da ex capo popolo, dovrebbe ben conoscere l’attivismo di strada e il significato di 2000 cittadini che in poche ora gridano “Basta!”

Ora, Sindaco, è tempo di scelte coraggiose. Non esistono alibi e non buttiamola in caciara come spesso cerca di fare un assessore della Sua giunta. Gli scontri alla “Peppone e Don Camillo” servono solo a cercare di distrarre l’attenzione da temi molto più importanti. Quindi, per favore, smettetela di scaricare sempre sugli altri le vostre responsabilità. Cominciate a fare seria autocritica.

Per “Guidare il Cambiamento” serviva il coraggio di scelte impopolari, quelle che adesso Voi o chi per Voi, sarete costretti a imporre, tentando di accollare ad altri la responsabilità del massacro. Che si sarebbe potuto evitare in queste proporzioni, agendo per tempo, presentandosi al cospetto di Palermo e Roma forti di fatti e non di promesse, battendo i pugni sul tavolo quando serviva.

I punti che Le chiediamo di affrontare con coraggio sono:

  • La macchina amministrativa comunale: la sua pianta organica cambiata e ricambiata per accontentare il consigliere di turno, fa acqua da tutte le parti: 467 dipendenti (a vario titolo) allo sbaraglio, dove è impossibile sapere “chi fa che cosa”.
    L’accertamento e riscossione dei tributi: sarà gestito dal personale interno o si ritornerà alla privatizzazione. Se è si perchè? Già la Sua inefficiente e inesistente azione politica in tema di accertamento e riscossione dei tributi ha aggravato ulteriormente i pochi cittadini che pagano. Formi e utilizzi seriamente il personale a rischio licenziamento!
    Lei ha più volte cercato di potenziare il Comando dei Vigili Urbani, non è il caso ora di imporre un ultimatum tra coloro i quali nei prossimi mesi saranno a rischio licenziamento? Per la serie: “o fai il Vigile Urbano o vai a casa“.
  • Gara per il servizio di smaltimento dei rifiuti: Considerato che il costo di tale servizio è a totale carico dei cittadini, sta pensando alla possibilità di utilizzare il personale in servizio al Comune (magari tra quelli che rischiano il posto di lavoro) e adibirlo alle mansioni di operatore ecologico? Le abbiamo proposto ufficialmente qualcosa in merito il 28/08/2013 con protocollo numero 35003.
  • Asili nido: Anche qui, non nascondiamoci. Il servizio è insostenibile. Quali sono le alternative sul tavolo? Ha mai pensato alla nostra proposta dei “nidi familiari“?  (Tagesmutter).
    Refezione Scolastica: Va gestita in house con l’utilizzo, dopo opportuna formazione, del personale in servizio al Comune.
  • Illuminazione Pubblica: Favara ha un numero eccessivo di corpi illuminanti almeno il 30% andrebbe eliminato, troppi pali della luce ad personam. La spesa va inoltre diminuita attraverso un uso razionale e moderno dell’energia e della gestione. A tal proposito le ricordiamo una nostra proposta presentata ufficialmente al Comune con protocollo numero 46135 del 29/10/2013.
  • Locali Comunali: Il comune ha un patrimonio immobiliare notevole. Questo patrimonio consente il totale azzeramento delle spese per affitto oltre che la possibilità di introitare somme per fitto locali a terzi o vendita.
  • Metanizzazione: Dopo gli scandali di Ischia sulle Cooperative rosse, abbiamo seri dubbi che la società coinvolta, aggiudicataria dei lavori, possa operare a Favara. Qual è il piano B? Non è il caso di abbandonare un progetto vecchio e costoso e concentrarsi totalmente sul PAES e sulle energie rinnovabili?

Se non ha il coraggio di affrontare immediatamente questi temi, è forse il momento che anche lei, Sindaco, prenda atto di quanto è chiaro a tutti, con buona pace dei consiglieri comunali attaccati morbosamente al gettone di presenza, ne tragga le conseguenze. Ponga fine a quest’esperienza ormai esaurita. Sperare in un sussulto di responsabilità di altri attori in questa tragedia è complicato. Ma alla nostra Favara basterebbe il sussulto di uno solo. Il suo, Sindaco.

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